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S. Pietro Eremita
S. Pietro a Trevi nel Lazio
La fama della santità di Pietro e dei suoi miracoli
si diffuse rapidamente in tutta la zona. Egli, intan-
to, continuava instancabilmente a predicare il van-
gelo ricordando a tutti, in modo particolare, la ne-
cessità ed il dovere di rispettare e santificare il
giomo del Signore: la domenica.
Lasciò Subiaco e si porto a Trevi nel Lazio che fu
il centro delle sue nobili imprese apostoliche e do-
ve rimase sino alla morte. Nella nostra Trevi Dio
non volle che tanta luce di santità rimanesse na-
scosta sotto il moggio e per mezzo di Pietro operò
anche nella nostra cittadina molti miracoli. Vi fu
chi resistette anche con la violenza all'opera di
Dio, come già era avvenuto nella patria di ori-
gine del Santo. Come nei campi, anche se bion-
deggianti di messe, cresce la zizzania, come il fango
indurisce di più ai raggi ed al calore del sole, così
vi fu chi fece ostinata resistenza all'apostolato di
Pietro.
Come sempre, perche la storia si ripete, la prima
e clamorosa manifestazione di odio scaturì da chi,
per naturale propensione, dovrebbe mostrare mag-
giore sensibilità alle opere buone.
Una donna, nel sentirlo predicare, si spinse tanto
oltre che oso svillaneggiarlo con brutte parole. Da
queste, passo ai fatti battendolo con lo stesso ba-
stone che Pietro aveva tra le mani. Non rimase im-
punito l'atto insano; il braccio della donna, infat-
ti, fu colpito da dolori atroci e quasi fratturato.
Tutti gli astanti dicevano: ´le a successo questo
perche ha osato insultare il Santo di Dio ',
Sopraggiunsero anche i parenti i quali, vedendo
la donna in preda a fortissimi dolori, la condus-
sero alia presenza di Pietro ed implorarono per
lei perdono e pieta: ´ ti preghiamo, o servo di Dio,
(se a te piace) di intercedere presso il Signore per-
chè si degni, per le tue orazioni, di ridonare la sa-
lute a questa inferma '. La clemenza di Pietro non
esitò un istante a manifestarsi. Prostrato a terra,
prego per la povera donna. L'inizio della preghie-
ra ed il cessare dei dolori furono cosa simultanea.
La donna si sentì completamente risanata, con gran-
de stupore dei presenti.
Un altro miracolo ebbe come protagonista ancora
una donna, di nome Bonizza, la quale, in giomo
di sabato, dopo l'ora nona stava preparando il
forno per cuocere il pane, senza peraltro riuscire
a riscaldarlo; il lavoro quindi sarebbe stato effet-
tuato nel giomo immediatamente successive: la
domenica.
L'uomo di Dio invitò la donna a desistere da quel
lavoro che l'avrebbe portata a commettere un pec-
cato. Bonizza non assecondo l'invito e continuò il
suo lavoro. Pietro, allora, pronto a sopportare in-
giurie, si avvicinò alla donna e le strappò di mano
il fascio di legna. Le altre donne presenti suppli--
carono il Santo che lasciasse lavorare Bonizza, ad-
ducendo come motivo il danno che sarebbe deri-
vato al pane già lievitato. S. Pietro capì di non po-
ter raggiungere lo scopo senza un intervento stra-
ordinario della misericordia di Dio.
'Orsù, dunque, disse, in nome di Dio ponete pure
il pane dentro il forno; non importa che sia fred-
do e non vi siano in esso ne legna, ne fuoco '. Le
donne, senza esitare, ubbidirono e con grande sor-
presa e meraviglia, aperto il forno dopo breve
tempo, constatarono che il pane era cotto, più
bianco e profumato del solito. Il fatto strepi-
toso servì a glorificare il Santo ed a dare maggior
credito alla sua predicazione, quella specialmente
che si riferiva alla profanazione della festa che in
quei tempi, come anche, purtroppo, ai nostri. tem-
pi, era ritenuta cosa innocente.
Un altro fatto miracoloso dobbiamo segnalare ai
lettori, che si aggiunge a quello gia raccontato e si
riferisce ancora al precetto dell'osservanza del ri-
poso festivo. Anche il miracolo che stiamo per
raccontare servì di conferma e quasi nuovo sigillo
della potenza divina alla predicazione di S. Pietro
circa e l'aspetto negative del predetto precetto
(astenersi dai lavori servili) e quello positive di
dedicare cioè il giomo festivo al culto di Dio ed
alla cura dell'anima. La testimonianza e mezzo di
persuasione piu efficace che non le parole. II gio-
vane Santo si portò in chiesa a pregare. Inginoc-
chiatosi in attento e fervoroso raccoglimento, posò
in terra, sopra il liscio marmo, la croce di ferro
donatagli dal Vescovo di Tivoli, che Egli portava
con se. La croce si sollevò ritta in piedi e prodi-
giosamente rimase così fino al termine della sua
orazione.
Altra volta Pietro, passando, in giorno di dome-
nica, per una strada ove una donna aveva steso
ad essiccare il grano nuovo, involontariamente, con
il lembo della sua veste ne sparse un poco fuori
del telo. La donna, sdegnata, cominciò a pronun-
ciare bestemmie contro Dio e contro i Santi; alzò
la sua mano e schiaffeggiò Pietro. Il gesto teme-
rario, frutto di cieca collera, non resto impunito
e la mano della donna rimase paralizzata. Al folle
atto Pietro rispose con un atto di amore. Assecon-
dando il desiderio di buone persone impietosite
per quella povera infelice, dopo breve orazione,
con un semplice segno di croce risanò la mano
inaridita della donna.
Sparsasi ovunque la fama della sua santità e del
suo potere taumaturgico, moiti venivano anche da
lontano a trovarlo; si moltiplicava cosi il numero
dei miracoli. Ossessi e malati furono guariti, cie-
chi riebbero la vista, sordi l'udito.
Una donna invasata dal demonio, era vittima, tal-
volta, di stati di furore e di contorsioni le più
strane e paurose. Bastò una breve orazione del
Santo perchè questa donna tornasse alla gioia ed
alla serenità di una vita tranquilla e pacifica. La
fama di un fatto cosi straordinario varcò i confini
del paese e di quelli circonvicini e indusse altri
invasati a raggiungere Trevi, allo scopo di incon-
trarsi col Santo e ottenere da lui la guarigione.
Vi fu anche un episodio singolare: il demonio ab-
bandonoò il corpo di una donna chiamata Lucia
solo il giorno in cui Pietro morì. Il fatto era stato
previsto e predetto da Pietro: ciò avvenne perchè
più significativo e clamoroso apparisse il trionfo
divino. L'azione benefica e miracolosa di Pietro si
estese a tutti i travagliati nel corpo e nello spirito,
donando a tutti sollievo e riposo. Famoso il fatto
di un fanciullo di tre anni chiamato Gualtiero, ri-
masto quasi privo di un occhio. I genitori, che nu-
trivano verso il loro bambino un amore di predile-
zione, afflittissimi e perduta ogni speranza nei
mezzi della scienza, concentrarono tutta la loro fi-
ducia nella bontà e potenza di Dio. Avendo sen-
tito parlare dei miracoli operati da S. Pietro in
Trevi, portarono al Santo il loro bambino ed im-
plorarono con lacrime il prodigio. Pietro tracciò
un segno di croce sull'occhio del bambino e, con
grande gioia dei parenti, l'occhio tornò sano.
A giudicare dalle opere, dai frutti e dalla fama di
Pietro, potrebbe sembrare lunghissima la sua per-
manenza in Trevi; la storia invece ci assicura che
durò solo venti giorni. A S. Pietro possono ben ri-
ferirsi le parole della S. Scrittura: ´Giunto in breve
alla perfezione, ha compiuto una lunga carriera ':
quattro anni e mezzo, meno dieci giorni, l'attività
di questo giovane apostolo, tanto più portentosa
quanto più, forse, sconosciuta! Soltanto venti gior-
ni l'azione apostolica di S. Pietro in Trevi nel La-
zio! Dio si serve delle cose più umili e nascoste
per compiere le opere più grandi.