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Organo
Il restauro dell'organo della collegiata di Santa Maria Assunta rappre-senta per Trevi un elemento centrale nel panorama storico-culturalee religioso, in quanto il valore artistico e monumentale dell'operasupera i confini del territorio comunale, conquistando un rilievo nazio-nale di assoluto spessore. Sia la data di realizzazione che risale al 1634,sia l'opera dell'autore Ennio Bonifazi, organista ufficiale della fabbrica diSan Pietro, danno un prestigio di grande rilevanza all'organo, i cui esem-plari superstiti sono ormai ridotti a pochissime unità. Per queste ragioninel giugno del 2006, quando da pochi giorni si era insediata la nuovaamministrazione, la preoccupazione nel vederlo smontato e portato viaera notevole, soprattutto perché i precedenti restauri erano stati eseguitiin loco; tale preoccupazione era comunque mitigata dalla consapevolez-za che don Alberto aveva scelto la ditta Bevilacqua con grande esperien-za nel restauro, sotto la direzione di un musicista affermato ed espertocome Luca Salvadori; tra l'altro nel corso dei lavori si è aggiunto ancheun grande conoscitore degli organi del Bonifazi, l'ispettore della sovrin-tendenza Ferrante.Il restauro si è protratto più del previsto a causa di molteplici circo-stanze, ma il risultato è stato di grande valore filologico ed artistico,infatti si è scelto di riportare l'organo alla conformazione originaria, cosìcome l'aveva realizzato il Bonifazi, depurandolo di tutte le aggiunte cheerano state apportate nel corso del settecento e soprattutto dell'ottocen-to, quando furono messe numerose canne per aumentarne la potenzavolumetrica. I suoni dei vari registri sono tornati così ad assumere latonalità più delicata e calorosa.La storia dell'organo della chiesa rappresenta una parte della storiadel nostro paese. Fu voluto fortemente da Giovanni Paolo Ciglia, impor-tante proprietario terriero di Trevi che aveva la casa proprio nella piazzadi fronte la chiesa, e lo dotò di una rendita per poter pagare l'organista.Quattro anni più tardi fu costruito un organo nella cripta di San Pietroad opera del Catarinozzi, nipote del Bonifazi, che purtroppo è andatoperduto nell'ottocento.Il suono dell'organo ha accompagnato ogni momento di festa dellanostra comunità, basti pensare alle solenni funzioni del Natale, dellaPasqua, di San Pietro Eremita, ai celeberrimi Mattutini, ai momenti piùimportanti della vita di ogni donna e uomo del nostro paese. Quante voltele note hanno suonato le dolci speranze e le interminabili attese dei gio-vani di Trevi uniti in matrimonio! Quante volte l'aria del mantice ha can-tato il battesimo o la prima comunione di intere generazione di fanciulli!Per quanto tempo la volta in stile romanico ha riecheggiato i suoni armo-niosi dell'estremo saluto ai nostri concittadini! A tal proposito mi premericordare un aneddoto significativo degli anni '70 del secolo appena tra-scorso, allor quando il maestro Benedetto Germani suonava 1'inno(Canzone) del Piave ad ogni combattente della prima guerra mondiale,Cavaliere di Vittorio Veneto, per ricordare un legame ideale e morale delsacrificio, del dolore, della passione, dell'eroismo di coloro che si eranosacrificati per l'unità e la libertà della nostra nazione. Credo che questo ciaiuti a riflettere meglio sul valore e sul significato del nostro organo, dovegli aspetti estetici ed artistici vanno coniugati con la forza morale e civiledella nostra storia e delle nostre radici, perché soltanto in questo modopossiamo lasciare il testimone di cultura e di civiltà, che abbiamo ricevu-to in eredità dalle generazioni che ci hanno preceduto, integro di queivalori sociali, morali e civili sui quali si fonda la nostra comunità, portan-doli in dono alle generazioni che continueranno il nostro cammino.Il Sindaco Avv. Silvio Grazioli