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Santissima Trinità
FESTA DELLA SS. TRINITA' AL SANTUARIO DI VALLEPIETRA
di Carla Lucia Tropia
Come ogni anno si è rinnovato l'appuntamento con la festa della SS. Trinità al Santuario di Vallepietra, Diocesi di Anagni–Alatri. Il 6 giugno, centinaia di fedeli riuniti in Compagnie provenienti da Lazio, Abruzzo e Molise hanno raggiunto il Santuario con in testa gli stendardi raffiguranti la SS. Trinità e lo stemma del comune: muniti di sacchi a pelo, hanno affrontato la notte per poter assistere, all'alba, alla rappresentazione del “Pianto delle Zitelle” che da secoli apre le celebrazioni religiose della festa della SS. Trinità, poi proseguite con la Santa Messa celebrata da Sua Ecc. Mons. Lorenzo Loppa, Vescovo della Diocesi. Alle 6.30 del mattino tutto è pronto, sul grande palco nel piazzale del Santuario, per rinnovare l'emozione della recita del “Pianto delle Zitelle”, la laude sacra che dall'inizio del 1700 accompagna la festa della SS. Trinità, rendendola ricca di suggestioni. La rappresentazione scenica è allestita ed interpretata da attori non professionisti che con grande fervore si misurano in questa recita altamente drammatica, facendo rivivere intensamente
la Passione di Cristo ed il messaggio di fede e speranza che il suo sacrificio ha voluto significare per gli uomini. Il Pianto è un crescendo di emozioni: dall'introduzione in latino con il verso “Veni Creator” all'invocazione dello Spirito Santo, fino al dialogo tra i fedeli e le Zitelle, che invitano i pellegrini alla conversione. Il momento culminante è quello della morte in croce di Cristo, che segna la redenzione per gli uomini: qui i versi diventano struggenti, così come quelli intonati dalle Tre Marie (Maria, madre di Gesù, Marta e Maddalena) che restituiscono intatto allo spettatore il dolore, ma anche la forza della redenzione e della conversione. All'osservatore contemporaneo, non può sfuggire che il Pianto sia un messaggio di fede ed un invito alla speranza per gli uomini di oggi, tentati dall'individualismo e dal materialismo e colpevolmente dimentichi dei veri valori della fede e della carità che, al contrario, dovrebbero porsi a base di un mondo più giusto.