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S. Pietro Eremita
Prefazione
Nella grande famiglia umana i Santi sono gli
uomini migliori. Essi, infatti, hanno compiuto nel
modo piu perfetto i doveri verso Dio, verso se
stessi e verso il prossimo.
Ogni centro abitato del mondo cristiano, dal più
grande al più piccolo, ha il suo Patrono, la cui
festa e celebrata con grande solennità.
Trevi ha come suo Patrono e Protettore S. Pietro
Eremita, al quale il popolo trebano è profonda-
mente affezionato: a Lui si rivolge nella gioia e
nel dolore; ama che i propri figli portino il suo
nome; senza guardare a sacrifici, celebra la sua
festa e si adopera per rendere sempre piu bella
e decorosa la sua chiesa e più degno il suo se-
polcro.
I grandi personaggi di Trevi del periodo romano,
del medio evo, dell'epoca moderna, sono stati di-
menticati dal nostro popolo. Non così è avvenuto
di S. Pietro. Egli non è morto, ma vive ancora
nel cuore dei trebani. Questo amore dei trebani
verso S. Pietro e legittimo, doveroso, utile.
S. Pietro e l'amico prediletto di Dio, è il nostro
awocato ed intercessore presso Dio, è il nostro
modello ed esemplare. A Lui s'innalza la preghiera
dei trebani per impetrarne l'assistenza e l'aiuto,
ed Egli viene sempre in soccorso dei suoi cari
concittadini. Per mantenere viva la devozione verso
il nostro Patrono e per renderia sempre piu viva
e feconda, presento al popolo trebano una nuova
traduzione italiana dell'antica vita di S. Pietro
Eremita, scritta in lingua latina da un autore ano-
nimo pochi anni dopo la morte del Santo. Se-
condo il giudizio di tutti gli studiosi e critici, è
un documento storico di prim'ordine, dal quale
hanno attinto le notizie tutti coloro che hanno
scritto sul nostro Protettore.
Il manoscritto, in fogli pergamenacei, conservato
nell'archivio della Collegiata almeno sino al 1935,
fu trascritto dallo storico trebano Domenico Anto-
nio Pierantoni e da questi inviato allo scrittore belga
Giovanni Pien che lo pubblico nel volume VI degli
Acta Sanctorum Augusti, corredato di una dotta in-
troduzione e di un ricco commento avuto dal Pie-
rantoni nel 1711.
Pietro, rettore della Collegiata S. Maria nella se-
conda meta del 1200, vi aggiunse il racconto dei
miracoli operati dal nostro Santo dopo la morte e
le notizie più antiche circa il culto a Lui tributato.
La traduzione non e letterale, e libera; lo stile volu-
tamente semplice, piano, accessibile a tutti; tutta-
via ho voluto conservare nella esposizione le note
caratteristiche del testo originale.
II lavoro si divide in sei punti:
1 - infanzia di S. Pietro in Rocca di Botte e sua
preparazione all'apostolato in Tivoli;
2 - l'azione di S. Pietro in Rocca di Botte e nei pae-
si limitrofi;
3 - S. Pietro a Subiaco;
4 - S. Pietro a Trevi riel Lazio e i miracoli da Lui
qui operati;
5 - Canonizzazione del nostro Santo nel 1215;
6 - Traslazione del Suo corpo.
In Appendice sono stati inseriti la Novena, i testi
della Messa, alcuni inni e due Divagazioni turi-
stiche.
Sac. SANDRO ARC. SIBILIA
PARROCO